Presentazione del progetto
Il murales Rebel bodies nasce dalla collaborazione con il Centro Antiviolenza Mascherona, Walk the Line e il Comune di Genova, con l’intento di costruire un’immagine pubblica capace di restituire complessità, forza e pluralità al discorso sulla violenza di genere.
L’opera si inserisce all’interno di una riflessione più ampia sul femminismo contemporaneo, in particolare sulla quarta ondata, caratterizzata da un approccio intersezionale e dalla riappropriazione dei corpi. Il lavoro restituisce l’immagine di un movimento unito e solidale, in cui le differenze non vengono annullate ma riconosciute come elemento fondante di sorellanza e alleanza.
In un contesto in cui la violenza di genere continua a manifestarsi con urgenza – fino a raggiungere in Italia, nel 2021, un caso di femminicidio ogni 72 ore – il progetto nasce dall’esigenza di intervenire sul piano culturale e simbolico. Il murales diventa così uno strumento comunicativo, uno spazio visivo che prova a rispondere alla mancanza di rappresentazione e alle narrazioni limitanti ancora presenti nel discorso pubblico.
Uno degli obiettivi principali è stato uscire dal canone: i corpi rappresentati si allontanano dagli standard normativi per accogliere una pluralità di identità e vissuti. Dalla presenza di abiti tradizionali, come il vestito senegalese — in relazione alla forte comunità presente sul territorio genovese — alla rappresentazione di corpi non conformi: corpi in gravidanza, persone con disabilità, corpi grassi, seni non normati, peli visibili, identità non binarie e soggettività razzializzate.
Il murales si configura come uno spazio di riconoscimento e possibilità, un tentativo di costruire un’immagine in cui potersi rispecchiare senza sentirsi isolate. Un luogo simbolico che prova a generare validazione, supporto e senso di appartenenza.
Rebel bodies non è solo un’opera, ma una presa di posizione: un invito a ripensare lo sguardo, a mettere in discussione i modelli dominanti e a costruire nuove forme di rappresentazione collettiva.